L'Iran sequestra le fedi, i giocattoli e le denunce
Sessantanove bahá'í dietro le sbarre, perquisizioni da Shiraz a Yazd, una donna condannata a più di cinque anni per aver offeso la legge sacra dell'Islam e agenti della sicurezza che se ne vanno con le fedi nuziali e i giocattoli dei bambini. Nella Repubblica islamica perseguitare una minoranza religiosa è diventato al tempo stesso un dovere pio e una fonte di entrate. Modesta, dicono gli economisti. È il principio che conta.
