Sokoto, la preghiera del venerdì finisce con un accoltellamento, un linciaggio e la polizia che assicura di avere tutto sotto controllo
A Sokoto l'influente religioso Sheik Musa Lukuwa, da tempo accusato di blasfemia, è sopravvissuto a un attacco con il coltello dopo aver guidato la preghiera del venerdì, mentre il suo aggressore, di cui ancora non si conosce il nome, è stato subito linciato a morte dalla folla. Nessun arresto è stato effettuato e la polizia insiste che la situazione è sotto controllo.
Venerdì a Sokoto i fedeli avevano appena finito di pregare per la pace quando gli eventi hanno preso una piega decisamente meno pacifica. Un uomo la cui identità resta ignota ha accoltellato Sheik Musa Lukuwa, influente religioso islamico che negli ultimi mesi si è trovato al centro di una bufera per presunta blasfemia.
Lukuwa aveva appena guidato la preghiera del venerdì quando è spuntato il coltello. Lui è sopravvissuto. Il suo aggressore no: la folla lo ha ucciso sul posto, risparmiando ai tribunali qualsiasi noiosa incombenza burocratica.
Un religioso nel mirino
Il religioso era stato accusato di blasfemia nei confronti del Santo Profeta Maometto (PBUH), un'accusa che aveva suscitato l'ira di una parte dei fedeli musulmani dello Stato.
Tra coloro che si erano mostrati più apertamente offesi figurava Dahiru Maibarewa, un gangster di Sokoto piuttosto noto, che aveva giurato pubblicamente di uccidere Lukuwa per le controverse dichiarazioni riguardanti il Santo Profeta (PBUH). Quando Maibarewa è stato arrestato, le strade dell'area metropolitana di Sokoto si sono riempite di manifestanti, scesi in piazza a quanto pare in difesa del suo giuramento.
Nel frattempo, una coalizione di gruppi islamici ha scelto la via delle carte bollate, presentando una petizione al governo dello Stato di Sokoto affinché sanzionasse Lukuwa per presunte affermazioni ritenute capaci di istigare alla violenza.
Appelli alla calma, lanciati in anticipo
Il 4 settembre il religioso Sheikh Abubakar Yagawal ha tenuto una conferenza stampa in cui ha esortato i musulmani a respingere qualsiasi religioso che diffonda contenuti blasfemi, il tutto in nome della convivenza pacifica in tutto il Paese.
Yagawal, che guida il National Sufi Council of Nigeria ed è commissario nazionale della National Hajj Commission of Nigeria (NAHCON), ha definito le dichiarazioni di Lukuwa sconvenienti e capaci di istigare alla violenza.
Ha spiegato che la coalizione aveva chiesto al governo federale e a quello statale, oltre che alle forze di sicurezza, di indagare sulle affermazioni, e che i gruppi stavano collaborando per ottenere giustizia sulla vicenda nell'interesse della sicurezza e della convivenza pacifica.
La blasfemia contro il Profeta, ha avvertito, porta calamità e caos nella società. Gli eventi di venerdì a Sokoto lasciano pensare che il caos avesse bisogno di ben poco incoraggiamento.
La versione della polizia
Il comando di polizia di Sokoto ha confermato l'accaduto tramite il suo portavoce, ASP Rufa'i Ahmad.
Secondo Ahmad, l'aggressore ha colpito Lukuwa allo stomaco subito dopo la preghiera del venerdì ed è stato poi ucciso dalla folla.
Lukuwa, che aveva guidato la preghiera del venerdì, è in cura presso l'Usmanu Danfodiyo University Teaching Hospital (UDUTH). Il corpo del defunto è stato rimosso.
Il portavoce della polizia ha aggiunto che nessuno è stato arrestato in relazione all'accaduto, assicurando al contempo alla popolazione che la situazione è sotto controllo: una rassicurazione che riesce a comprendere in un'unica frase sia un accoltellamento sia un linciaggio.
Infine, il portavoce ha invitato i residenti a mantenere la calma e a rispettare la legge.