Refusi clericali

Citazioni scioccanti di chierici islamici

Un refuso è una svista innocua: una lettera di troppo, una data sbagliata, una virgola fuori posto. I refusi raccolti qui sono di un altro genere. Vengono da imam, mufti, ayatollah e predicatori, e incitano a uccidere gli apostati, lapidare le adultere, vendere i prigionieri e ammazzare gli ebrei.

Non sono voci marginali. Accanto a qualche predicatore di quartiere figurano due gran mufti dell’Arabia Saudita, un gran mufti di Gerusalemme, il grande imam di al-Azhar, l’imam della Grande Moschea della Mecca, il capo dell’autorità religiosa dello Stato turco e due Guide supreme dell’Iran. Ogni citazione è accompagnata dalla sua fonte. Basta verificare le fonti: servono a questo.

Non prendiamo di mira i credenti, che spesso sono le prime vittime di questi sermoni. Prendiamo di mira gli uomini che parlano in nome di Dio da un pulpito, da un ministero o da uno studio televisivo. La maggior parte di loro non legge male le proprie scritture: le cita sura e versetto alla mano. Di solito i refusi si correggono. Questi ricevono applausi. I loro critici hanno la parola in «Sentenze imperdonabili».

  1. Se volete che si ravveda, dovete prima consigliarla. […] Se rifiuta, smettete di parlarle […], smettete di dividere il letto con lei, e se le cose non cambiano, mostratevi un po’ severi. […] [Potete picchiarla] con oggetti leggeri come un fazzoletto, un cappello o un turbante, ma non colpitela sul viso né sulle parti intime.
    Muhammad Khan Sherani Presidente del Consiglio dell’ideologia islamica (Pakistan) · Dichiarazioni sul progetto di legge per la protezione delle donne redatto dal Consiglio, maggio 2016 Fonte
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