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Violazioni della laicità

Dalle preghiere in strada davanti alla basilica di Notre-Dame a Montréal al velo islamico nelle scuole pubbliche francesi, vietato dal 2004, questa categoria tratta gli atti compiuti in nome dell’islam che sfidano la neutralità religiosa dello spazio pubblico, cercano di impadronirsene o pongono le regole religiose al di sopra della legge. Il Corano presenta l’islam come inviato «per farla prevalere su ogni altra religione» (9:33). Un detto citato da al-Bukhari e giudicato hasan da al-Albani afferma che «l’islam è elevato e nulla è elevato al di sopra di esso». Poiché la terra è stata resa luogo di preghiera (Bukhari 335), la moschea è facoltativa. E il Patto di Omar, la carta classica dei cristiani sotto il dominio musulmano, vietava le croci nelle strade musulmane e consentiva le raganelle delle chiese solo «molto piano». La laicità chiede a ogni fede la discrezione che il diritto islamico classico esigeva soltanto dagli altri.

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La laicità 2.0 del Québec: ora anche Dio ha bisogno di un permesso comunale

Dopo che un gruppo filopalestinese aveva pregato ogni domenica davanti alla basilica di Notre-Dame a Montréal, il Québec ha vietato la preghiera collettiva in strade e parchi, salvo permesso rilasciato da un comune. Da settembre le sale di preghiera sono sparite anche dalle università e dall’azienda dei trasporti di Montréal. La vittima più nota del divieto, finora: una processione cattolica in cui non si prega nemmeno.

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