Jihad e instaurazione di un califfato globaleViolazioni della laicità

La laicità 2.0 del Québec: ora anche Dio ha bisogno di un permesso comunale

Dopo che un gruppo filopalestinese aveva pregato ogni domenica davanti alla basilica di Notre-Dame a Montréal, il Québec ha vietato la preghiera collettiva in strade e parchi, salvo permesso rilasciato da un comune. Da settembre le sale di preghiera sono sparite anche dalle università e dall’azienda dei trasporti di Montréal. La vittima più nota del divieto, finora: una processione cattolica in cui non si prega nemmeno.

La messa domenicale in Place d'Armes

Per oltre sei mesi, nel 2025, il gruppo filopalestinese Montreal4Palestine ha manifestato ogni domenica davanti alla basilica di Notre-Dame a Montréal, con tanto di preghiera musulmana pubblica. Secondo un video diventato virale, la basilica avrebbe suonato le campane per coprire le voci dei fedeli: l’AFP ha verificato, e il carillon suona semplicemente ogni ora. Il premier François Legault aveva già dichiarato che chi vuole pregare dovrebbe andare in chiesa o in moschea. Il suo ministro della Laicità, Jean-François Roberge, aveva definito le preghiere in strada una «provocazione».

Gli esperti avevano un’idea più semplice

Lo stesso comitato sulla laicità istituito dal governo non aveva raccomandato alcun divieto: i comuni, secondo le sue conclusioni, disponevano già dei poteri necessari per gestire le preghiere in strada. La copresidente, Christiane Pelchat, ha affermato che a Montréal le preghiere in strada non erano un problema. L’unica problematica, quella davanti a Notre-Dame, le sembrava più una preghiera politica per la causa palestinese che una vera preghiera. Il vero problema, ha detto, era che la città non faceva rispettare il proprio regolamento contro le manifestazioni non autorizzate su strada.

Laicità 2.0

Il Québec ha legiferato comunque. Il 2 aprile la Coalition Avenir Québec di Roberge ha approvato il disegno di legge 9, che il ministro chiama «Laicità 2.0», con il sostegno del Parti Québécois. I liberali e Québec solidaire hanno votato contro. Nessuna strada o parco pubblico può ora essere utilizzato per pratiche religiose collettive, a meno che un comune non conceda un’eccezione, caso per caso, per un evento di breve durata aperto a tutti. Chi ne organizza uno o vi partecipa rischia una multa da 125 a 375 dollari, o da 375 a 1.125 dollari nel caso di un’organizzazione. La legge deroga sia alla Carta canadese sia alla Carta del Québec dei diritti, mettendosi così al riparo dalla maggior parte dei ricorsi in tribunale.

Le università non sono chiese, tranne quattro

Dal 1º settembre le sale di preghiera sono vietate anche negli enti pubblici, dai CEGEP alle università.

«I CEGEP e le università non sono templi né chiese.»— Jean-François Roberge, ministro della Laicità del Québec, novembre 2025

La legge cita tuttavia quattro cappelle universitarie in cui il culto resta consentito: Loyola alla Concordia, Marie-Guyart alla Laval, Birks alla McGill e St. Mark's alla Bishop's. All’Université de Montréal, a chi vuole pregare verrà chiesto di uscire dal campus. L’azienda dei trasporti di Montréal, la STM, mantiene aperte le sue quattro sale benessere per meditazione, rilassamento e yoga, a quanto pare dichiarato laico. I dipendenti che vogliono pregare possono uscire dalla proprietà, durante la pausa non retribuita.

La processione in cui non si prega

A maggio il distretto di Plateau-Mont-Royal ha negato il permesso alla processione portoghese del Senhor Santo Cristo, una tradizione cattolica che quest’anno celebra i 60 anni a Montréal e che aveva presentato domanda a febbraio, prima ancora che la legge fosse approvata. Gli organizzatori hanno fatto notare che si tratta di una marcia silenziosa accompagnata da una banda, senza preghiere. Ma la legge riguarda qualsiasi atto che possa manifestare una credenza «di fatto o in apparenza».

«Le pratiche religiose collettive, comprese le processioni, non sono più consentite sul suolo pubblico.»— Distretto di Plateau-Mont-Royal, e-mail agli organizzatori, maggio 2026

La polizia ha lasciato che la marcia si svolgesse il 17 maggio. Vi hanno partecipato più di 4.000 persone, circa il doppio del solito. Quella stessa domenica il distretto di LaSalle aveva autorizzato una sfilata sikh. Lo stesso sindaco del Plateau ha dichiarato che la legge crea confusione, e l’arcivescovo cattolico di Montréal ne ha chiesto il ritiro.

Il consenso, alla maniera del Québec

Il 5 ottobre il Parti Québécois, che aveva votato a favore della legge, ha vinto le elezioni provinciali e formerà un governo di minoranza. Il suo leader, Paul St-Pierre Plamondon, aveva definito le preghiere pubbliche un’«appropriazione dello spazio pubblico da parte di fondamentalisti religiosi» e oggi si impegna a difendere il consenso quebecchese sulla laicità. Nemmeno i liberali, che avevano votato contro, toccheranno la legge. «Mio Dio», ha esclamato il loro leader Charles Milliard, prima di spiegare che i comuni dispongono già di tutti i poteri necessari. La polizia di Montréal, dal canto suo, non ha precisato come intenda far rispettare il divieto.

Su Place d'Armes, le campane della basilica suonano ancora ogni ora. Per ora, senza permesso.

Fonti

  1. 01 RAIR Foundationrairfoundation.com
  2. 02 The Guardiantheguardian.com
  3. 03 AFP Fact Checkfactcheck.afp.com
  4. 04 Le Journal de Montréaljournaldemontreal.com
  5. 05 Global Newsglobalnews.ca
  6. 06 CityNewsmontreal.citynews.ca · 2 articoli 1 2
  7. 07 Publications du Québecpublicationsduquebec.gouv.qc.ca
  8. 08 Montreal Gazettemontrealgazette.com · 2 articoli 1 2
  9. 09 The Conversationtheconversation.com
  10. 10 La Presselapresse.ca
  11. 11 Parti Québécoispq.org
  12. 12 APapnews.com

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