Fustigazione, lapidazione e altre pene corporaliDivieto di criticare l'islamDivieto della libertà di pensiero e di espressioneDivieto di blasfemiaPena di mortePersecuzione delle comunità minoritarie

In Iran anche le allucinazioni devono essere halal

Secondo HRANA, l'Iran ha impiccato 2.003 persone in dodici mesi, per lo più per omicidio e reati di droga. Le ultime settimane mostrano dove si concentri il vero zelo del regime: una condanna a morte per un post sul Profeta, decenni di carcere per baha'i e cristiani, il patibolo per i manifestanti condannati per «guerra contro Dio». Ora anche i caffè di Teheran sono sotto sospetto.

Disegno satirico: in una cupa aula di tribunale, un giudice con turbante e toga nera cerca di catturare con un retino per farfalle allucinazioni colorate, spirali e piccoli funghi, sopra la sedia vuota dell'imputato, mentre fuori dalla finestra una gru regge un cappio vuoto.
Giustizia iraniana: allucinate pure, se proprio dovete, ma insultate i nemici giusti.

Blasfemia sotto l'effetto di sostanze

Najmeh Amini, studentessa di contabilità di 23 anni, è stata arrestata a Mashhad il 31 gennaio, durante la repressione delle proteste. Accusata di «moharebeh», di «collaborazione con Israele» e di offese alla Guida suprema e al Profeta, ad agosto è stata condannata a 12 anni, 6 mesi e 1 giorno per atti contro la sicurezza nazionale, riferisce Hengaw. Il 7 ottobre Iran International ha dato notizia di un secondo verdetto: la morte, per «sabb al-nabi», l'offesa al Profeta, e per offese agli imam sciiti, in un post online il cui contenuto non è mai stato reso noto.

L'articolo 262 del Codice penale islamico prevede la morte per questo reato. L'articolo successivo risparmia chi ha parlato per errore, in preda alla collera o in stato di ebbrezza: al massimo 74 frustate. Il suo avvocato ha invocato un lapsus. Lei ha raccontato di aver assunto funghi allucinogeni con alcuni amici. Il giudice non si è lasciato convincere, secondo il quotidiano iraniano Khorasan, citato da The Week e Minute Mirror: perché, «in quello stesso stato allucinatorio», non aveva insultato altre persone, o i nemici del regime, come l'America e Israele? E come sapeva dove pubblicare? Accusata dapprima di collaborare con Israele, ora le si rimprovera di non averlo insultato.

Il verdetto è ancora appellabile. L'ultima volta che l'Iran ha impiccato qualcuno per blasfemia è stato nel 2023, con due uomini. Mahmood Amiry-Moghaddam, direttore di Iran Human Rights (IHRNGO), definisce la condanna «uno sviluppo estremamente allarmante».

Non colpevoli, ma non conformi alla sharia

A Shiraz, 26 baha'i perseguiti dal 2016 sono stati condannati nel 2022 a complessivi 85 anni di carcere, poi assolti nel gennaio 2023. Il capo della magistratura provinciale ha fatto opposizione in base all'articolo 477 del Codice di procedura penale, che consente di riaprire una sentenza definitiva se è «manifestamente contraria alla sharia». I 26 sono stati riconvocati per l'11 ottobre davanti al giudice che li aveva condannati la prima volta (Iran HRM, VOA Persian).

Il codice penale ostenta apertamente la propria teologia. L'articolo 500 bis punisce «l'attività educativa o di propaganda deviante contraria alla... sacra sharia dell'Islam». Richiamandolo, il giudice Abolghasem Salavati ha recentemente inflitto a tre baha'i di Teheran complessivi 35 anni, e altri cinque a Shahriar hanno avuto un anno ciascuno (Iran HRM). A Shiraz, a Roya Sabet, 59 anni, che sta scontando dieci anni di una condanna a 25 per «appartenenza a gruppi e organizzazioni ostili allo Stato (bahaismo)», è stata negata un'ultima visita alla madre morente il 5 ottobre, e poi la partecipazione al suo funerale (Hengaw, IranWire).

Ai cristiani non va meglio. Lida Alexani, nonna di 58 anni, è stata convocata per iniziare a scontare 13 anni di carcere per «proselitismo deviante contrario alla santa religione dell'Islam». Suo marito, il pastore armeno Joseph Shahbazian, ne sta scontando 16. Contando i tre convertiti processati insieme a loro, il totale supera i 70 anni (Article 18).

Guerra a Dio, un manifestante alla volta

Per i manifestanti la magistratura attinge direttamente al Corano: «moharebeh», la guerra contro Dio, ed «efsad-fil-arz», la corruzione sulla terra, entrambe tratte dal versetto 5:33. Due persone che si erano opposte all'esproprio di terreni agricoli nel novembre 2025 sono nel braccio della morte per corruzione sulla terra (Iran International). Il 5 ottobre Alireza Sepahi, 24 anni, e Alireza Raeisi, 21, sono stati impiccati nel carcere di Dastgerd, a Isfahan, con queste accuse, oltre a quella di ribellione, per la morte di quattro agenti di sicurezza in piazza Alikhani l'8 gennaio. Un ex compagno di cella ha raccontato a IranWire che gli imputati venivano picchiati «per costringerli a confessare l'uno contro l'altro». Amnesty parla di un «processo di massa gravemente iniquo» (Iran International). Sette delle 12-14 persone condannate a morte nel procedimento sono state giustiziate, due delle quali in pubblico, proprio in quella piazza. Le forze di sicurezza hanno fatto seppellire Sepahi e Raeisi a 200 e 130 chilometri da casa.

«Ieri è diventato sposo, e oggi lo hanno giustiziato.»— Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace, su Alireza Sepahi, sposatosi il giorno prima dell'esecuzione

Erfan Nabian, manifestante di 26 anni di Isfahan, si è visto commutare la condanna a morte in 11 anni: uno per «propaganda», dieci per presunto possesso di psilocibina, accusa che respinge. In precedenza, racconta, chi lo interrogava gli ha lasciato un cappio al collo per cinque-dieci minuti e ha colpito i suoi tatuaggi, tra cui una stella di David, e uno di loro ha promesso di picchiarlo «così tanto che inizierai a parlare ebraico». Da allora ha lasciato l'Iran (Iran International). Nella Repubblica islamica i funghi non sono mai un'attenuante.

Il 5 ottobre, giorno dell'impiccagione di Sepahi e Raeisi, il manifestante Mohsen Babaeian ha appreso che il giudice Iman Afshari lo aveva condannato a morte per moharebeh (HRANA). Due giorni prima Siavash Jamshidi Kheirabadi era stato impiccato a Shahrekord con la stessa accusa. Iran International conta almeno 70 esecuzioni in casi politici e di sicurezza da gennaio, quasi due a settimana, e 194 persone che rischiano la pena di morte, tra cui 13 donne e almeno sette minorenni all'epoca del presunto reato. HRANA ha documentato 369 confessioni televisive nei casi di gennaio, estorte, sostiene, sotto tortura, e cita due ragazzi impiccati a 18 e 19 anni. Il 17 settembre una missione d'inchiesta dell'ONU ha concluso che le autorità hanno commesso crimini contro l'umanità durante la repressione di gennaio.

Il 6 ottobre a Khansar un diciassettenne, picchiato con il calcio dei fucili da miliziani basij dopo un diverbio con uno di loro, è morto durante un interrogatorio in tribunale. Il giudice aveva rifiutato di lasciarlo andare in ospedale, anche quando il padre si era offerto di restare in custodia al suo posto, ha riferito una fonte a Iran International. Lo stesso giorno Teheran ha convocato l'ambasciatore di Francia per protestare contro il trattamento riservato agli studenti liceali francesi scesi in piazza.

Niente musica, niente narghilè, nessuno scopo

Dopo la fede e la parola, il tempo libero. All'inizio di ottobre il colonnello Ali Rafiei, capo della polizia dei luoghi pubblici di Teheran, ha vietato la musica dal vivo e i DJ nei caffè, oltre ai narghilè, salvo permesso speciale. Almeno 20 caffè e ristoranti di Teheran sono stati chiusi per questioni legate all'hijab, secondo il quotidiano Ham-Mihan, e altri in passato per le sedie sul marciapiede o per aver servito panini (IranWire). La diagnosi di Rafiei: il sovraffollamento e «la presenza di alcuni giovani senza uno scopo definito» (Israel Hayom). Il 18 ottobre l'Assemblea degli esperti, l'organo clericale che sceglie la Guida suprema, ha chiesto un'azione ferma contro la «normalizzazione dello svelamento» e la promulgazione della legge su hijab e castità, sospesa dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale (VOA Persian, IranWire).

Sadegh Saedinia, la cui catena di caffè è stata posta sotto sigilli dopo il suo arresto, conosce il prezzo di uno scopo sbagliato. La Corte suprema ha confermato 12 anni, 6 mesi e 1 giorno di carcere, la confisca di tutti i suoi beni e il divieto per due anni di lavorare nel settore dei caffè, per alcune storie sui social, la partecipazione a manifestazioni, la chiusura dei suoi locali durante le proteste e l'invito ai dipendenti a unirsi ad esse (Iran International, Israel Hayom). Esattamente la stessa pena detentiva di Najmeh Amini, al giorno: a quanto pare la magistratura ha un menù fisso.

Giustizia fai da te

La maggior parte degli impiccati non sono blasfemi: secondo HRANA, omicidi e reati di droga rappresentano oltre il 93% delle esecuzioni. Per l'omicidio è ancora la scrittura sacra a dettare la procedura. In base al qisas, la legge coranica del taglione, la famiglia della vittima sceglie tra la morte, il perdono o il prezzo del sangue, senza alcun tetto legale all'importo, ed è incoraggiata ad assistere all'impiccagione e a eseguirla essa stessa, spiega IHRNGO. La capacità di pagare può decidere se una condanna a morte venga eseguita o meno, osservano gli esperti dell'ONU. A Damghan, il 10 ottobre, un uomo è stato impiccato per aver sparato a un poliziotto nel 2022, «su richiesta dei familiari in lutto», ha annunciato il capo della magistratura della provincia di Semnan, il religioso Hojatoleslam Akbari (Mizan).

La rete è ampia. Emad Mirdoraghi, 28 anni, è stato impiccato a Dezful il 23 settembre: a 18 anni si sarebbe introdotto in una casa dove un'anziana è morta d'ictus per lo spavento (HRANA). Ashraf Faraji, 57 anni, madre di quattro figli in cura psichiatrica, è stata impiccata a Sari il 30 settembre per aver ucciso il marito durante una lite (Hengaw). Mehdi Alizadeh a Shiraz, Ahmad Nikdel a Dezful e un detenuto di cui non è stato reso noto il nome a Ghezel Hesar hanno seguito la stessa sorte il 7 e l'8 ottobre (Breathing in Confinement, Iran Human Rights Society, IHRNGO). A gennaio Pejman Saedi, curdo assolto ma impossibilitato a pagare la cauzione, è stato impiccato dopo che la parte della vittima aveva prestato una «qassameh», un giuramento collettivo. Il 14 ottobre Milad Darvishi, 31 anni, è stato impiccato ad Arak per reati di droga (IHRNGO).

Un'impiccagione ogni quattro ore

Le organizzazioni per i diritti umani hanno pubblicato i loro bilanci in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte, il 10 ottobre. HRANA ha documentato 2.003 esecuzioni in dodici mesi, il 29% in più: una ogni 4 ore e 21 minuti, circa il 95% delle quali mai annunciate. Tra gli impiccati figurano 47 donne e quattro condannati per reati commessi da minorenni. Nove esecuzioni sono state pubbliche, e altre sei persone sono state condannate all'impiccagione in pubblico. Per il 2025 i conteggi vanno da 1.639 (IHRNGO, il numero più alto dal 1989) a 2.159 (Amnesty, il più alto dal 1981, quasi l'80% delle esecuzioni registrate nel mondo). La Prisoners' Rights League ne conta 2.616 per l'anno iraniano concluso a marzo. Per il 2026 il bilancio provvisorio si attesta tra 617 (IHRNGO) e 1.075 (HRANA). IHRNGO ne collega almeno 36 alle proteste: un ritmo di esecuzioni politiche mai visto dagli anni Ottanta.

Il 9 ottobre gli esperti dell'ONU per i diritti umani hanno chiesto uno stop immediato, osservando che l'Iran giustizia, in rapporto alla popolazione, molte più persone di qualsiasi altro Paese, e che l'apostasia e le relazioni consensuali tra persone dello stesso sesso restano reati capitali.

«Le esecuzioni non mettono fine al dissenso, ma alimentano l'ondata successiva.»— Esperti dell'ONU per i diritti umani, dichiarazione del 9 ottobre 2026

Nella Repubblica islamica «Morte all'America» è uno slogan. Insultare il Profeta è una condanna a morte.

Versetti e hadith legati a questo articolo

Fonti

  1. 01 VOA Persianir.voanews.com · 2 articoli 1 2
  2. 02 Iran International, Persianiranintl.com · 9 articoli 1 2 3 4 5 6 7 8 9
  3. 03 IranWireiranwire.com · 3 articoli 1 2 3
  4. 04 Israel Hayomisraelhayom.com
  5. 05 HRANAen-hrana.org · 3 articoli 1 2 3
  6. 06 Iran HRMiran-hrm.com
  7. 07 Breathing in Confinementbciran.org
  8. 08 Iran Human Rights Societyiranhrs.org
  9. 09 Hengawhengaw.net · 3 articoli 1 2 3
  10. 10 IHRNGOiranhr.net · 3 articoli 1 2 3
  11. 11 Article 18articleeighteen.com
  12. 12 UN Human Rights Officeohchr.org
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  14. 14 Amnesty Internationalamnestyusa.org
  15. 15 The Weektheweek.in
  16. 16 Minute Mirrorminutemirror.com.pk

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